Un computer speciale per Tia: “Così racconto le mie cartoline”

banner "Una cartolina per Tia"

Una dotazione hardware e software per mettere con facilità per iscritto i viaggi poetici di «Tia». È questo il dono che la Fondazione Sipec (nell’ambito del fondo «Flavio Emer – Il corponauta») ha voluto mettere a disposizione del giovane scrittore affetto da distrofia muscolare Mattia Inverardi, un modo per mettere a frutto la sua poliedrica creatività.

«Il fondo “Il corponauta” lo abbiamo istituito nel 2015 su idea del nostro amico e socio Flavio Emer, scomparso quello stesso anno – spiegano dalla Fondazione Sipec -. Questo fondo è finalizzato a dare continuità al patrimonio di valori, sensibilità e idee che Flavio ha saputo trasmettere nel corso della sua vita e contribuisce ad aiutare persone affette da malattie neuro-degenerative ad autodeterminarsi». Il fondo ha voluto aiutare Mattia con l’acquisto di un computer e un sistema di scrittura in grado di facilitare la dettatura dei testi al terminale. Il giovane rodenghese ha poi lanciato in collaborazione con Sipec la rubrica «Una cartolina per Tia».

«Chi vuole può inviarmi qualche fotografia, con una breve nota sul luogo dove è stata scattata. Così io potrò viaggiare tramite questi scatti con il pensiero e assaporare in qualche modo quello che queste persone hanno vissuto lì – spiega Mattia Inverardi, grafico e designer di 29 anni –. Proverò poi a tramutare in uno scritto tutte le sensazioni che queste fotografie mi regaleranno, condividendole con tutti. Credo sia una bella iniziativa e devo per questo ringraziare la Fondazione e, in particolare, Marco Piccoli per la grande umanità». Questa bella rubrica (per partecipare inviare una mail a unacartolinapermattia@fonsipec.it) è però «solo» uno dei tanti progetti di «Tia», in grado di volare alto, oltre la propria disabilità, grazie a creatività, carattere e poliedricità non comuni. «Ho iniziato con una poesia dedicata a mio nonno otto anni fa – prosegue Tia – e ho proseguito con una raccolta di poesie e curando una rubrica di viaggi sul giornalino del Gussago calcio».

Il buddismo come filosofia di vita, lo studio della psicologia («per toccare con mano il motore che ci muove» racconta Tia), la passione per la politica, la pratica dello yoga con il maestro Pierpaolo Lombardi come supporto al controllo della malattia e l’amore per le moto (Inverardi fa mototerapia con l’associazione Da Boot ed è legato al creatore di questa terapia Vanni Oddera) sono solo alcune delle passioni di Mattia, che nel futuro ha però già diversi progetti per sviluppare le sue doti di scrittore: «Mi piacerebbe scrivere un romanzo autobiografico – conclude Mattia Inverardi – e, se possibile, coltivare la mia passione per il giornalismo turistico».
Gabriele Minelli

Fonte: Giornale di Brescia

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