
Mercoledì 18 maggio 2016 alle ore 20:30 presso la sala civica “Togni” a Gussago, l’Associazione Pensionati Gussago e il Giornale del Gussago Calcio, con il patrocinio del Comune di Gussago, organizzano l’incontro “Donne: l’altra metà dello sport”. Una serata con le campionesse dello sport femminile. Tre storie, tre esempi di quanto possono fare le donne nelle attività sportive. Introducono la serata Adriano Franzoni, Il Giornale del Gussago Calcio e Edoardo Rossi, Presidente dell’Associazione Pensionati di Gussago. Nel corso della serata sarà presentato il libro curato da Milena Bertolini “Giocare con le tette”. Seguirà un rinfresco offerto dall’Associazione Pensionati di Gussago. Siete tutti invitati a partecipare.
Conosciamole meglio
Angela Anzelotti, classe di ferro 1957 è un’ex atleta gussaghese che nel corso della sua carriera non ha mai amato le luci della ribalta preferendo a queste, l’allenamento per preparare la gara successiva. Nel corso della sua carriera ha saputo cogliere significativi risultati; undici presenze con la Nazionale A di atletica come lanciatrice del peso negli anni ’70, probabilmente il periodo più brillante dell’atletica italiana, ed anni di grandi campioni.
… “l’inizio è abbastanza casuale… con la scuola media ai Giochi della Gioventù… sicuramente l’evento che allora, sfornava davvero i talenti dello sport italiano… ( )… se un record dura oltre quarant’anni, vuol dire che nel mezzo c’è stato il vuoto!… ( )… arrivai alla Nazionale Juniores che ero ancora Allieva… furono anni fantastici perché con la Nazionale giovanile eravamo davvero tutti amici e stare insieme era divertente… era un gioco e ci divertivamo! …( )… Le donne vengono sempre penalizzate nei ruoli… il primo discorso che mi venne fatto appena entrata nella Nazionale maggiore era un discorso tutto improntato al maschilismo…
Magari una carriera non da star mondiale dell’atletica, ma quando si arriva a certi livelli, significa aver fatto qualcosa di importante; un’Olimpiade mancata pur dopo aver raggiunto la misura minima le ha subito aperto gli occhi su come funzionano certe cose… e, da persona semplice ed intelligente qual’ è ha capito che doveva pensare al futuro, al di là dell’atletica…
Milena Bertolini
Non so perché, ma nell’immaginario collettivo l’allenatore di calcio è visto come un “sergente di ferro”, quello che per gestire un gruppo deve sempre fare la voce grossa…; poi conosci Milena Bertolini, reggiana di nascita, e capisci quali doti ci vogliono per essere un grande condottiero: intelligenza, umiltà, serenità, competenza, e grande passione per il proprio lavoro…e, a tutto questo Milena aggiunge anche una notevole carica di simpatia, di dolcezza e semplicità.
…” mi piaceva lo sport in generale… nel quartiere dove abitavo c’erano tantissimi ragazzini che giocavano a calcio, mi aggregai a loro e mi appassionai… e senza nemmeno avere degli idoli nel calcio… ( )… poche presenze con la Nazionale, ma l’esordio fu col botto! Il debutto avvenne nel 1990 nel mitico stadio di Wembley contro l’Inghilterra in una partita che faceva da anteprima alla finale di Coppa d’Inghilterra … stadio pieno, una gran bella emozione! E, per la cronaca, vincemmo per 4 a 0 e fu una vittoria storica… ho un bellissimo ricordo del mio esordio in azzurro… ( )… ho sempre pensato che avrei fatto l’allenatrice… come calciatrice sapevo di avere dei limiti e studiavo calcio su di me, cercando di capire modi e metodi di lavoro per migliorarmi…
Senza dubbio la numero uno delle allenatrici italiane, Milena ha vinto per ben cinque volte la Panchina d’Oro, il più prestigioso riconoscimento ai tecnici calcistici italiani. Ma Milena Bertolini è anche impegnata nel sociale, tanto da essere Presidente della Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia; questa serata sarà anche l’occasione per presentare al pubblico “Giocare con le tette” un libro intelligente, ironico e semplice, curato dalla nostra ospite, con la prefazione di Antonio Padellaro e la postfazione di Carlo Ancelotti.
Angela Serena nasce a Brescia nel 1977 e vive da sempre a Castegnato (BS); nata per fare l’atleta nelle discipline sportive dove la fatica è davvero tanta, Angela, tuttora in attività, ha una carriera molto particolare che merita veramente di essere conosciuta e che inevitabilmente, fa riflettere. E quando la salita si fa più dura, Angela è sempre la davanti…
…“ a sette anni ho iniziato a praticare la ginnastica artistica, mentre a dieci mi sono cimentata nell’atletica leggera correndo nel mezzofondo…( )… e fino a vent’anni ho praticato in contemporanea le due discipline; a dodici anni venni convocata in Nazionale giovanile per un collegiale delle gare in montagna… Non hai idea della mia felicità per quella prima convocazione in azzurro! Correre con la maglia della Nazionale era il sogno che avevo fin dal primo approccio con lo sport…
…( )… A ventisei anni fui convocata per il Campionato Europeo che si disputava a Susa (Torino) e misi al collo la medaglia di Bronzo; sempre in quella stagione venni convocata per i Mondiali in Alaska e mi classificai al 17° posto in una gara che si svolse sotto una violenta bufera di neve…
…( )… nel 2012 la stagione era iniziata molto bene, poi, qualche problema di salute… iniziai così la mia sfida alla malattia…
Ma la straordinarietà di Angela è la sua voglia di esserci, di vincere, soprattutto le avversità, la determinazione ed il coraggio di riprendersi la propria vita…
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