A quattro mesi dalla scomparsa dello scrittore Flavio Emer “Gussaghese d’adozione” (come lo definiva il Sindaco Bruno Marchina) e collaboratore del Giornale del Gussago Calcio, vi invitiamo a partecipare sabato 19 dicembre 2015 alle 18:00 presso la Sala Civica di Caino alla presentazione del progetto “Fondo “Il Corponauta” in collaborazione con la Fondazione SIPEC.
Nell’arco della serata sarà presentato i progetto dall Avv. Marco Piccoli, seguirà un ricordo di Massimo Tedeschi (Caporedattore del Corriere della Sera – Ed. Bresciana) e Beatrice Faedi (Attrice-educatrice). Vi aspettiamo numerosi ad ascoltare il progetto dedicato a Flavio che ha trovato nel paese di Gussago una sua seconda casa.
Pubblichiamo di seguito una lettera che aveva scritto proprio in occasione di Santa Lucia:
“Cara santa Lucia, come al solito, dopo un intero anno che ti aspetto, i miei genitori cominciano a dire che le strade sono ghiacciate e l’asinello è stanco. Il parroco parla di fioretti e qualcuno – non capisco a cosa voglia alludere – sostiene che ormai sono troppo grande. Insomma, tutti si ricordano di te per invitarmi a lasciarti perdere. Ma fidati di me! Io non scordo la notte in cui passi a trovarmi e a portare doni. Non credo che tu sia stanca; in fondo, l’ho letto sui libri, ti occupi di Brescia e pochi altri posti. Babbo Natale gira il mondo, ma tu sei specializzata della zona in cui vivo… infatti io di renne in giro non ne ho mai viste, asini invece sì. A proposito; il fieno, il sale e l’acqua per lui li trovi dai nonni, al solito posto. Il latte con il miele per te, invece, è da zia e non qui a casa perché non teniamo più il miele da quando mamma ha un po’ di diabete. Non ti ripeto le indicazioni per il mio paese, Caino, e so benissimo che non credi che un nome così particolare rappresenti tutti i suoi abitanti. La storia della cenere che getti negli occhi di chi non dorme al tuo arrivo, di notte, non l’ho mai bevuta; tu sei buona ed essendo cieca sai bene quanto la vista sia preziosa. Grazie per le caramelle che l’altra sera hai lanciato in casa attraverso la finestra. Ho sentito il campanellino, ma avevi fretta e non sono riuscito ad invitarti ad entrare. Davvero, anche stavolta non ti chiedo regali particolari, alla fine so che indovini sempre i miei gusti. Certe volte hai portato esattamente tutto ciò a cui avevo pensato… in verità solo da alcuni parenti ti sbagli un po’. Non per criticarti, certo, ma se proprio devo essere sincero non è che mi piacciano poi tanto quelle che gli adulti chiamano «cose utili». Se puoi, quindi, fai finta di aver perso per strada pigiami, sciarpe e quaderni di scuola e consegna solo giocattoli: quelli sì che mi fanno davvero felice. Ti assicuro che anche parecchi miei amici la pensano così. In fondo c’è tutto il resto dell’anno per essere seri ed occuparsi dei doveri; la notte del 13 dicembre voglio che resti speciale ed i sogni a me più cari posso condividerli solo con te. E poi che sogni sono quelli che assomigliano troppo alla realtà?”
Postato in 











